Home / The Edit Progetti Due scale di luce intorno a un tavolo Progetti Due scale di luce intorno a un tavolo Palma e Alba costruiscono l’esperienza di Brando Pizzeria Bistrot in una villa storica in Puglia.In Brando Pizzeria Bistrot, la luce accompagna l’esperienza da due distanze diverse. Una appartiene allo spazio e alla sua architettura; l’altra, alla prossimità del tavolo. All’interno di Villino Tateo, una villa di fine Ottocento a Gioia del Colle, le collezioni Palma e Alba articolano queste due scale senza entrare in competizione con il carattere storico dell’edificio. Il progetto di interior design, firmato da Mina Ignazzi, parte proprio dal rispetto per l’architettura esistente. Colonne, pavimenti in cementine e soffitti recuperati costruiscono uno scenario con una forte identità propria, nel quale l’illuminazione doveva intervenire con sensibilità. Rispetto a un intervento più invasivo, un sistema di applique e una lampada portatile permettono di lavorare la luce a diversi livelli di prossimità e di accompagnare lo spazio senza alterarne la lettura. In questo contesto si trova Brando Pizzeria Bistrot, specializzato in pizze d’autore di Roberta Esposito, riconosciuta da 50 Top Pizza, Gambero Rosso e Identità Golose. La sua proposta si estende oltre la tavola con una selezione di vini e cocktail d’autore, musica dal vivo e incontri culturali. Brando è un luogo che invita a restare, e l’illuminazione accompagna questo ritmo: da una percezione più ampia della sala fino all’ambito intimo che si crea intorno a ogni tavolo. Sulle pareti dalle tonalità scure, Palma introduce una prima scala di luce legata all’architettura. Distribuite lungo diversi assi verticali, le sue semisfere in vetro opalino generano un’illuminazione diffusa che accompagna le proporzioni della sala e conferisce profondità allo spazio. Disegnata da Antoni Arola, la collezione reinterpreta l’archetipo della lampada a globo attraverso un’espressione contemporanea che trova un’affinità naturale con il carattere storico della villa. La seconda scala appare avvicinandosi al tavolo. Qui, Alba concentra la luce intorno al commensale e crea un ambito più vicino e personale. Il suo diffusore cilindrico emette una luce serena e regolabile, mentre la sua natura portatile e l’autonomia senza fili permettono di inserirla sul tavolo senza introdurre cablaggi né alterare l’architettura esistente. Per il progetto è stata scelta la base di Alba nella finitura terracotta, in dialogo con la tappezzeria di alcune sedie e con le tonalità presenti nel pavimento in cementine. Disegnata da Palomba Serafini Associati, la collezione prende il nome dalla prima luce dell’alba, un riferimento che si collega al carattere morbido e vicino della sua illuminazione. Palma e Alba non agiscono qui come due elementi indipendenti, ma come parti di una stessa sequenza. Una costruisce la percezione generale dello spazio; l’altra avvicina la luce al gesto quotidiano di sedersi intorno a un tavolo. Insieme, l’illuminazione accompagna l’architettura, la gastronomia e il tempo della serata senza imporsi su nessuno di essi. Crediti: – Interior design di Mina Ignazzi Prodotti in evidenza: – Palma – Alba Condividere Facebook Twitter Linkedin Pinterest Pinterest Potrebbe interessarti anche Progetti La luce che accompagna il rituale del caffè Progetti Quando la luce accompagna il gusto: Plusminus e Skan da Chica Cheesecake Café Progetti Mayfair illumina intimità e piaceri gastronomici